Lavori elettrici: INAIL chiarisce i requisiti formativi per PES e PAV secondo la nuova CEI 11-27:2025

Formazione, esperienza e attribuzione della qualifica: cosa devono sapere aziende e lavoratori che operano in presenza di rischio elettrico.

La sicurezza nei lavori elettrici non dipende soltanto dalla partecipazione a un corso di formazione. Con una pubblicazione del 2026, INAIL approfondisce i requisiti formativi minimi per le qualifiche di PES e PAV nei lavori elettrici in bassa tensione, alla luce della nuova edizione della norma CEI 11-27:2025.

PES, PAV e PEC: qual è la differenza?

Secondo la CEI 11-27, richiamata dalla pubblicazione INAIL:

  • la PES, Persona Esperta, possiede istruzione, conoscenze ed esperienza tali da permetterle di analizzare i rischi ed evitare i pericoli che l’elettricità può creare;
  • la PAV, Persona Avvertita, è adeguatamente informata da persone esperte così da essere in grado di evitare i pericoli derivanti dall’elettricità;
  • la PEC, Persona Comune, è invece una persona che non è né esperta né avvertita.

Un’importante precisazione riguarda l’ambito di applicazione: le qualifiche PES e PAV non sono riservate esclusivamente al personale operativo, ma possono interessare anche il personale tecnico coinvolto nell’organizzazione e nella realizzazione dei lavori elettrici.

Il corso da solo non attribuisce la qualifica di PES o PAV

Questo è probabilmente uno degli aspetti più importanti per le aziende.

Per i lavoratori dipendenti, la qualifica di PES o PAV è attribuita dal datore di lavoro e deve essere formalizzata per iscritto, indicando anche la tipologia o le tipologie di lavori alle quali si riferisce.

La partecipazione a un corso, quindi, rappresenta una componente del percorso, ma non sostituisce la valutazione aziendale necessaria all’attribuzione della qualifica.

Per essere considerato PES, il lavoratore deve possedere completamente tre elementi fondamentali:

  1. istruzione adeguata, comprendente le conoscenze relative agli impianti elettrici, alla normativa di sicurezza e alla capacità di riconoscere rischi e pericoli;
  2. esperienza di lavoro, necessaria a riconoscere le situazioni che possono presentarsi durante le attività;
  3. caratteristiche personali significative dal punto di vista professionale, tra cui equilibrio, attenzione e precisione.

Se tali requisiti vengono meno nel tempo, la qualifica precedentemente attribuita può essere revocata dal datore di lavoro.

Cosa prevede la formazione secondo la CEI 11-27:2025?

PER PES E PAV LA PUBBLICAZIONE INDIVIDUA DUE LIVELLI:

Livello 1A: conoscenze teoriche

Comprende, tra gli altri aspetti, la legislazione in materia di sicurezza elettrica, le norme tecniche applicabili, gli effetti dell’elettricità sul corpo umano e dell’arco elettrico, DPI e attrezzature, procedure di lavoro, ruoli e responsabilità e gestione delle distanze di sicurezza.

Livello 1B: conoscenze e capacità operative

Riguarda gli aspetti applicativi delle attività, come metodologie di lavoro, delimitazione dello spazio di lavoro, verifica dell’assenza di tensione, eventuale messa a terra e in cortocircuito, valutazione delle condizioni ambientali, utilizzo e verifica dei DPI e corretta gestione della documentazione aziendale.

La pubblicazione INAIL riporta una durata minima raccomandata della preparazione teorica di livello 1A non inferiore a 10 ore. Durata e complessità complessive della formazione devono tuttavia essere definite considerando preparazione scolastica, esperienza pregressa e difficoltà dei lavori che il lavoratore dovrà effettivamente svolgere.

ATTENZIONE ALLA FORMAZIONE A DISTANZA

Un’altra indicazione particolarmente significativa riguarda le modalità formative.

Per le parti teoriche specifiche sul rischio elettrico previste dalla CEI 11-27, la formazione può essere svolta tramite corsi frontali oppure a distanza in modalità sincrona con webcam attiva. Il documento INAIL precisa invece che non è ammessa la modalità asincrona per queste parti teoriche.

Alla teoria devono inoltre affiancarsi, secondo le esigenze individuate dal datore di lavoro, attività quali addestramento operativo, simulazioni, affiancamento o altre iniziative necessarie a raggiungere le competenze richieste dalle specifiche attività svolte dal lavoratore. Le attività formative devono essere documentate e comprendere momenti di valutazione dei risultati raggiunti.

AGGIORNAMENTO: ALMENO 4 ORE OGNI 5 ANNI

Il documento INAIL indica che, in coerenza con il D.Lgs. 81/2008, la formazione deve essere aggiornata periodicamente, con cadenza almeno quinquennale e per almeno 4 ore, affrontando argomenti pertinenti alle tipologie di lavori elettrici effettivamente svolte dai partecipanti.

Si tratta di un’indicazione importante anche per le aziende che hanno già personale qualificato PES o PAV e che devono verificare la situazione formativa esistente alla luce dell’attuale quadro tecnico.

E PER I LAVORI SOTTO TENSIONE?

La qualifica PES o PAV non deve essere confusa con l’idoneità all’esecuzione dei lavori sotto tensione in bassa tensione.

Per svolgere lavori sotto tensione in BT, nei casi consentiti dall’art. 82 del D.Lgs. 81/2008, il lavoratore deve essere PES o PAV e avere ottenuto dal datore di lavoro la specifica idoneità ai lavori sotto tensione sui sistemi di Categoria 0 e I.

Il percorso considera ulteriori conoscenze teoriche e pratiche, indicate come livelli 2A e 2B. Per il livello teorico 2A la pubblicazione raccomanda una durata minima di 4 ore, aggiuntiva rispetto alle conoscenze previste dal livello 1A.

Anche l’idoneità al lavoro sotto tensione deve essere formalmente attestata dal datore di lavoro e riferita alle attività per le quali il lavoratore viene riconosciuto idoneo.

Cosa dovrebbero verificare oggi le aziende?

Alla luce delle indicazioni della CEI 11-27:2025 e della pubblicazione INAIL, è opportuno non fermarsi alla semplice presenza dell’attestato di formazione.

Per una corretta gestione aziendale del rischio elettrico occorre verificare:

  • quali lavoratori effettuano effettivamente lavori elettrici o attività in presenza di rischio elettrico;
  • formazione teorica e preparazione pratica;
  • esperienza maturata rispetto alle specifiche attività;
  • corretta attribuzione e formalizzazione delle qualifiche PES/PAV;
  • eventuale idoneità specifica per i lavori sotto tensione in BT;
  • aggiornamento periodico della formazione;
  • coerenza tra qualifiche attribuite e lavori effettivamente affidati.

L’obiettivo è passare da una gestione puramente documentale della formazione a una valutazione concreta delle competenze necessarie per svolgere in sicurezza le specifiche attività lavorative.

 

Sicurezza Formazione supporta le aziende nella valutazione dei fabbisogni formativi e nell’organizzazione della formazione degli addetti esposti al rischio elettrico, con particolare attenzione all’applicazione della CEI 11-27:2025.

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