INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA DIRITTO EUROPEO E DIRITTO NAZIONALE

L’AI Act e la Legge italiana n. 132/2025: principi, obblighi e impatti pratici

 

Introduzione

L’intelligenza artificiale (IA) è ormai una tecnologia pervasiva, capace di incidere profondamente sull’economia, sull’organizzazione del lavoro, sui servizi pubblici, sulla sanità e sull’esercizio dei diritti fondamentali.
Per governare questo impatto, l’Unione europea e lo Stato italiano hanno adottato due strumenti normativi complementari:

  • il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, entrato in vigore il 1° agosto 2024 e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri;
  • la Legge 23 settembre 2025, n. 132, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, che definisce il quadro nazionale italiano sull’intelligenza artificiale.

I due testi non si sovrappongono, ma operano su livelli diversi: l’AI Act stabilisce regole armonizzate europee, mentre la legge italiana integra la disciplina, esercitando le competenze lasciate agli Stati membri.

 

  1. Il quadro europeo: il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act)

L’AI Act è il primo regolamento al mondo dedicato specificamente all’intelligenza artificiale. La sua logica è basata su un approccio per livelli di rischio.

1.1 Classificazione dei sistemi di IA

Il regolamento distingue quattro categorie principali:

  • Pratiche vietate: sistemi di IA incompatibili con i valori europei (es. social scoring, tecniche subliminali di manipolazione, sfruttamento delle vulnerabilità);
  • IA ad alto rischio: sistemi utilizzati in ambiti sensibili (lavoro, istruzione, sanità, giustizia, sicurezza, PA), soggetti a requisiti stringenti;
  • IA a rischio limitato: soggetta principalmente a obblighi di trasparenza;
  • IA a rischio minimo: libera, senza obblighi specifici.

1.2 Principi chiave dell’AI Act

Tra i principi cardine:

  • tutela dei diritti fondamentali;
  • supervisione umana;
  • trasparenza e tracciabilità;
  • sicurezza e robustezza dei sistemi;
  • responsabilità dei fornitori e degli utilizzatori.

 

  1. La legge italiana 23 settembre 2025, n. 132: finalità e ruolo

La Legge n. 132/2025, intitolata “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, rappresenta il primo intervento organico italiano sull’IA.

2.1 Il principio antropocentrico

Elemento centrale della normativa italiana è il principio antropocentrico:
l’intelligenza artificiale deve rimanere uno strumento di supporto, e la decisione finale deve sempre essere imputabile a una persona fisica.

La legge afferma che l’IA deve essere:

  • Antropocentrica: la decisione finale resta sempre in capo all’essere umano
  • Trasparente e spiegabile
  • Non discriminatoria
  • Sicura e controllabile
  • Conforme alla Costituzione, ai diritti fondamentali e alla privacy
  • Sottoposta a supervisione umana in ogni fase rilevante

2.2 Ambiti di applicazione e settori regolati

La legge italiana dedica particolare attenzione all’uso dell’IA in alcuni settori e in specifiche attività:

  • Pubblica Amministrazione
  • Lavoro e rapporti occupazionali
  • Sanità e ambito socio-sanitario
  • Giustizia e attività giudiziaria

2.3 Diritto d’autore, deepfake e tutela degli utenti

Uno degli apporti più innovativi della legge italiana riguarda:

  • la tutela del diritto d’autore nelle opere create con l’ausilio dell’IA;
  • l’introduzione del reato di diffusione illecita di deepfake lesivi;
  • obblighi di trasparenza verso gli utenti che interagiscono con sistemi di IA.

 

Conclusione

L’AI Act e la Legge italiana n. 132/2025 costituiscono un sistema normativo integrato, in cui:

  • l’Unione europea fissa regole comuni e standard elevati;
  • lo Stato italiano rafforza la tutela dei diritti e disciplina gli ambiti sensibili.

L’intelligenza artificiale è ammessa e promossa, ma solo se rimane sotto il controllo dell’uomo e al servizio della persona.