INTELLIGENZA ARTIFICIALE TRA DIRITTO EUROPEO E DIRITTO NAZIONALE
- 23 Aprile 2026
- Posted by: Lucia Baima
- Categoria: NEWS
L’AI Act e la Legge italiana n. 132/2025: principi, obblighi e impatti pratici
Introduzione
L’intelligenza artificiale (IA) è ormai una tecnologia pervasiva, capace di incidere profondamente sull’economia, sull’organizzazione del lavoro, sui servizi pubblici, sulla sanità e sull’esercizio dei diritti fondamentali.
Per governare questo impatto, l’Unione europea e lo Stato italiano hanno adottato due strumenti normativi complementari:
- il Regolamento (UE) 2024/1689, noto come AI Act, entrato in vigore il 1° agosto 2024 e direttamente applicabile in tutti gli Stati membri;
- la Legge 23 settembre 2025, n. 132, entrata in vigore il 10 ottobre 2025, che definisce il quadro nazionale italiano sull’intelligenza artificiale.
I due testi non si sovrappongono, ma operano su livelli diversi: l’AI Act stabilisce regole armonizzate europee, mentre la legge italiana integra la disciplina, esercitando le competenze lasciate agli Stati membri.
- Il quadro europeo: il Regolamento UE 2024/1689 (AI Act)
L’AI Act è il primo regolamento al mondo dedicato specificamente all’intelligenza artificiale. La sua logica è basata su un approccio per livelli di rischio.
1.1 Classificazione dei sistemi di IA
Il regolamento distingue quattro categorie principali:
- Pratiche vietate: sistemi di IA incompatibili con i valori europei (es. social scoring, tecniche subliminali di manipolazione, sfruttamento delle vulnerabilità);
- IA ad alto rischio: sistemi utilizzati in ambiti sensibili (lavoro, istruzione, sanità, giustizia, sicurezza, PA), soggetti a requisiti stringenti;
- IA a rischio limitato: soggetta principalmente a obblighi di trasparenza;
- IA a rischio minimo: libera, senza obblighi specifici.
1.2 Principi chiave dell’AI Act
Tra i principi cardine:
- tutela dei diritti fondamentali;
- supervisione umana;
- trasparenza e tracciabilità;
- sicurezza e robustezza dei sistemi;
- responsabilità dei fornitori e degli utilizzatori.
- La legge italiana 23 settembre 2025, n. 132: finalità e ruolo
La Legge n. 132/2025, intitolata “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”, rappresenta il primo intervento organico italiano sull’IA.
2.1 Il principio antropocentrico
Elemento centrale della normativa italiana è il principio antropocentrico:
l’intelligenza artificiale deve rimanere uno strumento di supporto, e la decisione finale deve sempre essere imputabile a una persona fisica.
La legge afferma che l’IA deve essere:
- Antropocentrica: la decisione finale resta sempre in capo all’essere umano
- Trasparente e spiegabile
- Non discriminatoria
- Sicura e controllabile
- Conforme alla Costituzione, ai diritti fondamentali e alla privacy
- Sottoposta a supervisione umana in ogni fase rilevante
2.2 Ambiti di applicazione e settori regolati
La legge italiana dedica particolare attenzione all’uso dell’IA in alcuni settori e in specifiche attività:
- Pubblica Amministrazione
- Lavoro e rapporti occupazionali
- Sanità e ambito socio-sanitario
- Giustizia e attività giudiziaria
2.3 Diritto d’autore, deepfake e tutela degli utenti
Uno degli apporti più innovativi della legge italiana riguarda:
- la tutela del diritto d’autore nelle opere create con l’ausilio dell’IA;
- l’introduzione del reato di diffusione illecita di deepfake lesivi;
- obblighi di trasparenza verso gli utenti che interagiscono con sistemi di IA.
Conclusione
L’AI Act e la Legge italiana n. 132/2025 costituiscono un sistema normativo integrato, in cui:
- l’Unione europea fissa regole comuni e standard elevati;
- lo Stato italiano rafforza la tutela dei diritti e disciplina gli ambiti sensibili.
L’intelligenza artificiale è ammessa e promossa, ma solo se rimane sotto il controllo dell’uomo e al servizio della persona.